Non dire nulla che non sappia dAmore ti prego, ascolta il silenzio di questa trama di seta, di questa foglia che lenta danza e si posa, e cade e mavvolge come regalo che offro, e Tu slacci e lo sciogli e Ti meravigli di farlo. Ripeti il mio nome come se non mavessi mai chiamata, come se non mavessi mai toccata e le Tue dita ancora ignorano al tatto la spugna e il velluto che incarta i miei seni.. Chiamami, perché il paradiso non può essere altrove. Sono queste le mani che disegnano esatte il profilo dei fianchi,i Tuoi Occhi vicini,più vicini..Mi culli in un gioco dove non capisco regole e ruoli, e il Tuo Sguardo sa già che perdo, che la rosa baciata al candore, sarà offerta a Te come una sposa d' Estate fra lenzuola scricchiolanti di Lino.. Fa che lodore di terra che sento mi salga dal cuore, che la pioggia che batte si faccia leggera e rimanga a scintillare contro il sole al tramonto e componga un alone sopra i capelli, perché io sia santa, perché io sia bimba,perchè io sia donna, sia identica al mare quando solo galleggi, sia vento e poi cielo quando di notte Ti culli e spicchi quel volo al solo agitare di mani. Non parlare Ti Prego. Qualsiasi parola, che non sia il mio nome, qualsiasi verso che non sappia dAmore, righerebbe il silenzio, striderebbe nellaria, come spine di rose sul mio seno proteso, che mi cerchi e pretendi e te ne fai sorgente in un orizzonte di cielo, di sabbia e darsura. Vorrei dare un nome ad ogni foglia che calpesto, impararlo a memoria e ripeterlo piano, così come ad ogni Tuo passo, ad ogni Tuo Respiro , per ricordarlo domani e chiamarlo per nome. Guardami, come se mavessi scovata dentro un guscio di noce, tra le spine dei rovi come more e lamponi. Accecati al rosso delle mie labbra fragole, abbagliati e pretendi rispetto per ogni goccia di sangue che saddensa e saggruma, per ogni goccia di seme che mi sfama e disseta, i canali irrigati dal mio Amore che sa di Poesia.. Lascia che le mie cosce diventino foce di tutte le piogge che corrono al mare, di rami, di trote e bottiglie di mare, che riparano gelose invocazioni damore. Prendimi, prima che le Tue mani esitino allangoscia di non farmi godere, prima che le Tue dita ritornino esili e riprendano forma. Prendimi, saprò di nulla e bugia se proprio vuoi che rimanga nel sogno, se proprio non vuoi che sia fatta di carne e dolori. Sarò eterea e fragile come una rosa in inverno, come bimba racchiusa dentro la mano di un padre. Se questo fosse il paradiso vorrei già essere morta, ma se per caso fosse linferno peccherei ogni giorno per guadagnarmi questo oblio di spirito e carne che addensi e rimescoli, perché se TAmo non posso avere una forma, se non quella che foggi e modelli per darti piacere. Ora le sento, queste mani scellerate che continuano a toccarmi, a sfiorarmi come se conoscessero ogni istante che segue, come se alba e tramonto non avessero un giorno di mezzo e continuassero a girare in un vortice di brama e passione. Ora Ti sento! mi cerchi dove lanima si scompone al piacere. Mi volti e mi rivolti per riempirmi del Tuo nome in ogni dove natura mha fatto dimora.
Piango, tremo eTimploro di urlare, di chiamare il mio nome perché di nullaltro ho bisogno. Amore, infinito mio Amore, Dimmi che Esisti, che queste mani non sono le mie, e il vapore che alita il ventre sono parole che non potrei mai ridire. Dimmi che Ci Sei, che Sei ragione ed istinto, natura che torna, corpo che viene, come il Maggio che sboccia le rose, come lestate che matura il suo grano, prima che la falce non lo recida dal gambo. Amore, infinito Mio Amore, Dimmi che Esisti, che svuoti il mio cuore e mi riempi di istanti, ma se mi chiamassi Amore sarebbe pazzia, se mi dicessi che mami sarebbe un Sogno soltanto. Allora Taci, Ti prego Taci, perché se lAmore esiste, non ci sono parole dentro questo silenzio...Jù

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